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Reati Agroalimentari, nuovi rischi 231 per le imprese

Il 15 aprile 2026 la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il Disegno di Legge recante “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani”, già licenziato dal Senato il 26 novembre 2025. Il provvedimento ha concluso il proprio iter parlamentare ed è attualmente in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

La riforma si colloca nel più ampio percorso di rafforzamento della tutela penale del comparto agroalimentare e introduce un intervento organico volto a incidere sui delitti contro l’economia pubblica, l’industria e il commercio, nonché sulla protezione del patrimonio agroalimentare nazionale. L’impianto normativo viene significativamente riorganizzato, attraverso l’introduzione di un nuovo capo del codice penale dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare, con una maggiore tipizzazione delle condotte e un ampliamento della rilevanza penale lungo l’intera filiera.

Tra le principali novità si segnalano l’abrogazione delle fattispecie tradizionali in materia di commercializzazione di alimenti non genuini e il contestuale inserimento di nuove figure di reato, tra cui la frode alimentare e il commercio di alimenti con segni mendaci. Accanto alla ridefinizione delle fattispecie incriminatrici, il legislatore introduce un sistema articolato di circostanze aggravanti e pene accessorie, volto a colpire in modo più incisivo le condotte caratterizzate da particolare gravità o da modalità organizzate e continuative.

Di particolare rilievo è l’impatto della riforma sul D.Lgs. 231/2001. Il disegno di legge interviene infatti sul perimetro dei reati presupposto, rafforzando il collegamento tra disciplina penale agroalimentare e responsabilità amministrativa degli enti, con specifico riferimento alle ipotesi più strutturate di illecito. Ne deriva un possibile ampliamento dell’esposizione al rischio 231 per le imprese operanti nel settore agroalimentare, ma anche per quelle che, pur non appartenendo direttamente alla filiera, intervengono nelle attività di fornitura, distribuzione o commercializzazione.

In attesa dell’entrata in vigore della riforma, le imprese sono chiamate ad effettuare una attenta verifica dell’adeguatezza dei propri Modelli di organizzazione, gestione e controllo, con particolare riferimento ai processi di approvvigionamento, tracciabilità, etichettatura e gestione delle informazioni commerciali. La riforma, infatti, estende la rilevanza penale anche a condotte che possono emergere in fasi antecedenti alla vendita, imponendo un rafforzamento dei presidi di controllo lungo l’intera catena operativa.

Legadvance è a disposizione per supportare le imprese nelle attività di analisi del rischio e aggiornamento dei Modelli 231, alla luce delle novità normative in corso di introduzione.